La fede è  «una grazia» e «un dono del Signore» che non va taciuto e si estende così «a tutti i popoli», perché «noi non siamo attaccati a una fantasia» ma «a una realtà che abbiamo visto e ascoltato».

Di fronte all’ordine dei sommi sacerdoti e dei farisei di non parlare di Gesù, Pietro e Giovanni «sono rimasti fermi in questa fede» dicendo: «Noi non possiamo tacere quello che abbiamo visto e ascoltato».
La loro testimonianza «mi fa pensare alla nostra fede. E come va, la nostra fede? È forte? O alle volte è un po’ all’acqua di rose, una fede così così? Quando avvengono difficoltà, siamo coraggiosi come Pietro o un po’ tiepidi?».
Pietro ci insegna che «la fede non si negozia. Sempre c’è stata, nella storia del popolo di Dio, questa tentazione: tagliare un pezzo alla fede» magari neppure «tanto». Ma «la fede è così, come noi la diciamo nel Credo».
Così bisogna superare «la tentazione di essere un po’ “come fanno tutti”, non essere tanto tanto rigidi», perché proprio «da lì incomincia una strada che finisce nell’apostasia». Infatti «quando incominciamo a tagliare la fede, a negoziare la fede, un po’ a venderla al migliore offerente, incominciamo la strada dell’apostasia, della non fedeltà al Signore». Ma proprio «l’esempio di Pietro e Giovanni ci aiuta, ci dà forza».
Così come quello dei martiri nella storia della Chiesa. Sono coloro «che dicono “non possiamo tacere”, come Pietro e Giovanni. E questo dà forza a noi che alle volte abbiamo la fede un po’ debole. Ci dà forza per portare avanti la vita con questa fede che abbiamo ricevuto, questa fede che è il dono che il Signore dà a tutti i popoli».
«Signore, grazie tante per la fede. Custodisci la mia fede, falla crescere. Che la mia fede sia forte, coraggiosa. E aiutami nei momenti in cui, come Pietro e Giovanni, devo renderla pubblica. Dammi il coraggio».

I testi che pubblichiamo sono una sintesi degli articoli de L’Osservatore Romano (ed. quotidiana) sulle omelie feriali pronunciate da Papa Francesco nelle messe celebrate nella cappella della Domus Sanctae Marthae.

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