Negli Atti degli apostoli (6, 1-7) «c’è un pezzo della storia dei primi giorni della Chiesa: la Chiesa cresceva, aumentava il numero dei discepoli», ma «in questo momento incominciano i problemi». Infatti, «quelli di lingua greca mormorarono contro quelli di lingua ebraica» perché nell’assistenza quotidiana venivano trascurate le vedove.
Invece «gli apostoli, con l’assistenza dello Spirito Santo, hanno reagito bene. Hanno convocato il gruppo dei discepoli e hanno parlato.
È il primo passo: quando ci sono difficoltà, bisogna guardarle bene, prenderle e parlarne. Mai nasconderle. La vita è così. La vita bisogna prenderla come viene, non come noi vogliamo che venga».
Gli apostoli, dunque, «hanno parlato tra loro e hanno fatto una bella proposta, una proposta rivoluzionaria, perché hanno detto: “Ma noi siamo gli apostoli, quelli che Gesù ha scelto”. Ma quello non basta. Si sono accorti che il primo loro dovere era la preghiera e il servizio della Parola. “E per l’assistenza quotidiana alle vedove, dobbiamo fare un’altra cosa”». Così «hanno deciso di fare i diaconi».
«Hanno scelto i diaconi, decisi. Non hanno detto: “Ma, domani vedremo, pazienza”. No, no. Hanno preso la decisione e il finale è tanto bello: “E la Parola di Dio si diffondeva e il numero dei discepoli a Gerusalemme si moltiplicava grandemente”. È bello. Quando ci sono i problemi, bisogna prenderli e il Signore ci aiuterà a risolverli».
Così «non dobbiamo avere paura dei problemi. Gesù stesso dice ai suoi discepoli: sono io, non abbiate paura, sono io! Sempre. Con le difficoltà della vita, con i problemi, con le nuove cose che dobbiamo prendere: il Signore è là. Possiamo sbagliare, davvero, ma Lui è sempre vicino a noi e dice: hai sbagliato, riprendi la strada giusta».
Un problema non si risolve se ci si limita a dire «a me non piace» e si comincia «a mormorare o a chiacchierare». E «non è un buon atteggiamento quello di truccare la vita, di fare il maquillage alla vita. No, no. La vita è come è. È la realtà. È come Dio vuole che sia o come Dio permette che sia. Ma è come è, e dobbiamo prenderla come è. Lo Spirito del Signore ci darà la soluzione ai problemi».
Quella è la parola di Gesù, sempre: nelle difficoltà, nei momenti che sono bui, nei momenti dove tutto è oscuro e non sappiamo cosa fare, anche quando c’è buio nella nostra anima. La vita è così. Oggi viene così, con questo buio. Ma il Signore è là. Non abbiamo paura!
Non abbiamo paura delle difficoltà, non abbiamo paura quando il nostro cuore è triste, è buio! Prendiamo le cose come vengono, con lo Spirito del Signore e l’aiuto dello Spirito Santo. E così andiamo avanti, sicuri su una strada giusta».

I testi che pubblichiamo sono una sintesi degli articoli de L’Osservatore Romano (ed. quotidiana) sulle omelie feriali pronunciate da Papa Francesco nelle messe celebrate nella cappella della Domus Sanctae Marthae.

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