Tutta la storia della fede è fatta di umiltà e «parla a tutti noi di umiltà».
È così anche per il fatto storico della nascita di Gesù. Sembra che Dio abbia voluto che ogni avvenimento «si facesse di nascosto, che non fosse reso pubblico», che fosse come «coperto dall’ombra dello Spirito Santo». Ecco perché «tutto si fa sulla strada dell’umiltà. Dio, umile, si abbassa: viene da noi e si abbassa. E continuerà ad abbassarsi fino alla croce».
Al momento dell’annunciazione anche «Maria si abbassa: non capisce bene, ma è libera: capisce soltanto l’essenziale. E dice di sì. È umile: “Sia fatta la volontà di Dio”. Lascia la sua anima alla volontà di Dio».
E «Giuseppe, il suo fidanzato — ancora non erano sposati — anche lui si abbassa e porta su se stesso questa responsabilità tanto grande». Giuseppe «dice anche sì all’angelo quando, mentre dormiva, gli ha detto quella verità».
Proprio lo stile di Maria e di Giuseppe mostra che «tutto l’amore di Dio, per arrivare a noi, prende la strada dell’umiltà. Dio umile che ha voluto camminare con il suo popolo».
«Io ti ho portato nel deserto come un papà porta suo figlio. Dio, umile e tanto buono. Il Dio paziente (rif. Deuteronomio, ndr). Questo è diverso dall’atteggiamento degli idoli; gli idoli sono forti, si fanno sentire: qui comando io!».
«Il nostro Dio — perché è vero, perché non è un Dio finto, è vero; non è un Dio di legno, fatto dagli uomini, è vero — preferisce andare così, per la strada dell’umiltà». «Tutto questo amore viene su questa strada dell’umiltà».
E «l’umiltà è quella di Gesù, che finisce sulla croce. E questa è la regola d’oro per un cristiano: progredire, avanzare e abbassarsi. Non si può andare su un’altra strada. Se io non mi abbasso, se tu non ti abbassi, non sei cristiano. “Ma perché devo abbassarmi?”. Per lasciare che tutta la carità di Dio venga su questa strada, che è l’unica che lui ha scelto — non ne ha scelto un’altra — che finirà sulla croce. E poi, nel trionfo della risurrezione».
Quando Paolo ci dice: pensate che gli altri siano migliori di voi, a volte è difficile pensarlo. Ma Paolo pensa a questo mistero, a questa strada, perché lui nel più profondo del suo cuore sa che l’amore soltanto va per questa strada dell’umiltà».
Chiediamo, dunque, la grazia dell’umiltà alla Madonna, a san Giuseppe e a Gesù».

I testi che pubblichiamo sono una sintesi degli articoli de L’Osservatore Romano (ed. quotidiana) sulle omelie feriali pronunciate da Papa Francesco nelle messe celebrate nella cappella della Domus Sanctae Marthae.

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